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Scuola dell’infanzia Pianeta Bambino - I.C. Serao - Fermi – Cellole (CE)

Cristian il gufo vegetariano

By Febbraio 27, 2026Marzo 13th, 2026No Comments

 

Storia inventata dai bambini di 5 anni della sez. E della scuola dell’infanzia Pianeta Bambino di Cellole (CE)
Era inverno nella pineta di Baia Domizia. Il vento soffiava forte tra i pini e faceva molto freddo. Dentro il tronco di un grande albero viveva Cristian, un piccolo gufo con le piume marroni e grigie e grandi occhi blu. Cristian viveva lì insieme ai suoi fratelli e, di notte, si stringevano tutti vicini per stare al caldo.
I suoi fratelli mangiavano insetti e piccoli roditori, ma Cristian no: lui era un gufo molto speciale perché era vegetariano. Amava la frutta fresca e le verdure croccanti. Purtroppo, in inverno era difficile trovarne nella pineta, soprattutto vicino al mare, e Cristian aveva spesso fame e guardava il cielo sospirando.
Una notte, volando un po’ più lontano, vide un albero pieno di arance succose di un bellissimo colore arancione. L’albero però si trovava in un giardino e in quel giardino viveva un grosso gatto con il pelo lungo, di colore bianco e marrone, con i baffi lunghi e gli occhi furbi.
Alla vista del gatto, Cristian si fermò su un ramo alto, con il cuore che batteva forte. La prima notte non scese e tornò nel tronco ancora affamato. Passarono i giorni e ogni notte Cristian tornava, restando sempre in alto sul ramo, mentre il gatto lo osservava dal basso.
Una sera il vento soffiò più forte del solito e un’arancia cadde a terra. Cristian aveva così tanta fame che volò dal ramo e iniziò a mangiarla senza pensare al gatto. All’improvviso il gatto corse verso di lui e riuscì a bloccare il gufo.
Cristian tremava e disse con voce spaventata che non voleva rubare le arance, che aveva solo tanta fame e che quell’albero era l’unica frutta che c’era in inverno a Baia Domizia.
Il gatto si fermò, lo guardò negli occhi e si commosse. Pensò a quanto cibo aveva lui ogni giorno, alle ciotole sempre piene e al calore di una casa, e pensò invece a quanto fosse duro l’inverno per gli animali che devono cercare il cibo da soli, al freddo, al vento e alla fame, e a come, se non trovano da mangiare, rischiano di non superare l’inverno.
Lentamente il gatto lasciò andare Cristian e si sedette poco distante. Da quella sera non lo rincorse più. Notte dopo notte Cristian tornò a mangiare le arance e, con il gatto che si chiamava Camillo, piano piano diventarono amici.
Così, nell’inverno freddo della pineta, nacque una silenziosa amicizia sotto un albero di arance.