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Istituto comprensivo San Leone IX, di Sessa Aurunca

Il piccolo passo di Luca

By Febbraio 27, 2026Marzo 13th, 2026No Comments

 

Storia inventata da Allegra, Maria Francesca, Leonardo, Ibrahim, Mimmo, Francesco Enio, Pasquale, Mario, Ginevra V., Emily, Ginevra P., Francesca, della classe I A dell’Istituto comprensivo San Leone IX, di Sessa Aurunca

C’era una volta, in un piccolo villaggio chiamato Sessa Aurunca, un bambino di nome Luca. Luca non era il tipo di bambino che faceva la fila per essere il più forte o il più bravo a qualcosa. Anzi, era piuttosto pasticcione. Ogni volta che tentava di fare qualcosa, combinava sempre un pasticcio: cadeva, sbagliava, e spesso finiva per impiastricciarsi le mani di marmellata o di sugo, anche quando cercava solo di mangiare un panino.
A Luca piaceva mangiare tantissimo, forse anche troppo. I suoi occhi brillavano ogni volta che vedeva una tavola imbandita, ma c’era anche una cosa di lui che tutti conoscevano: aveva paura di tutto. Le ombre della notte, i rumori misteriosi, anche il buio sotto il letto lo facevano tremare come una foglia. Però Luca non voleva sembrare un codardo agli occhi degli altri, così si ripeteva sempre: “Oggi sarò coraggioso!”.
Un giorno, mentre stava passeggiando nel bosco vicino a casa sua, Luca incontrò una bambina di nome Sofia. Sofia aveva lunghi capelli biondi e un sorriso che riusciva a far sorridere chiunque. Al suo fianco c’era una piccola fatina di nome Glimmer, che volava leggera come un petalo di fiore, lasciando dietro di sé una scia di luce dorata.
“Tu sei Luca, vero?”, chiese Sofia con un accento gentile. “Abbiamo sentito parlare di te. Dicono che tu sia un grande coraggioso e un gran mangiatore!”
Luca arrossì, imbarazzato. “Beh, sì, mi piace un po’ mangiare… ma non sono un grande coraggioso. In realtà, sono abbastanza fifone”. E subito abbassò lo sguardo.
Sofia si avvicinò e gli mise una mano sulla spalla. “Non preoccuparti, Luca. Anche noi abbiamo un po’ paura di qualcosa. Ma insieme possiamo affrontare qualunque cosa!”
Luca guardò la fatina che, con le ali di luce che brillavano, volò sopra la sua testa facendo un piccolo giro. “Sai, Luca, io sono piccola e ho paura anche io, ma sono una fatina. Quando devo essere coraggiosa, penso a tutte le cose belle che posso fare se ci riesco”, disse Glimmer con un sorriso.
“Sì, ma tu sei una fatina! Tu puoi volare!”, esclamò Luca, perplesso. “Io non posso nemmeno salire su una scala senza farmi male!”
Sofia rise. “Non importa se non puoi volare. Il coraggio non è solo per i grandi. A volte è solo un piccolo passo”.
Proprio in quel momento, un rumore proveniente dal bosco fece sobbalzare Luca. Un ramo si spezzò e un piccolo scoiattolo saltò fuori, correndo velocemente e quasi scontrandosi con Luca.
“Che cosa è stato?”, chiese Luca, tremando un po’.
“Non preoccuparti, è solo Tito, lo scoiattolo”, disse Sofia, ridendo. Tito aveva un aspetto un po’ goffo e saltellava velocemente tra gli alberi. “Tito è sempre in movimento, ma quando si sente un po’ spaventato, viene a cercare rifugio vicino a noi”.
Proprio mentre Tito si avvicinava timidamente, una nebbia leggera iniziò a sollevarsi tra gli alberi, oscurando tutto intorno. Luca si sentì un po’ agitato.
“Cos’è quella nebbia?”, chiese, stringendosi alle spalle di Sofia.
“Non è nulla di pericoloso”, rispose la bambina con tranquillità. “Ma quella nebbia è una prova, Luca. Ti aiuterà a diventare più coraggioso. Vuoi provarci?”
Luca guardò la nebbia che li avvolgeva. Le sue mani sudavano, il cuore batteva forte. “E se ci fosse qualcosa di pericoloso dentro?”, chiese, cercando di mascherare la sua paura.
Glimmer volò sopra di lui e gli disse: “Non sei solo. Noi siamo qui con te. Il coraggio non significa non avere paura, ma andare avanti nonostante essa”.
Luca guardò Sofia, poi Tito, lo scoiattolo che, invece di scappare, si era fermato a osservarlo curioso. Fu allora che capì: il coraggio non era una forza straordinaria, ma un piccolo passo che aveva bisogno di essere fatto, anche quando si ha paura.
Con un respiro profondo, Luca fece un passo dentro la nebbia. Non era così densa come pensava. Ad ogni passo, la nebbia sembrava diradarsi un po’, come se si stesse aprendo una strada. E in un batter d’occhio, si trovò in una radura piena di fiori che non aveva mai visto prima, con il sole che faceva capolino tra gli alberi.
“Ce l’ho fatta!”, esclamò, sorridendo per la prima volta davvero. “Nonostante la paura!”
Sofia e Glimmer gli sorrisero soddisfatte, e Tito, che si era arrampicato su un ramo, gli fece un piccolo inchino.
“Vedi?”, disse Sofia. “Il coraggio è sempre dentro di te, Luca. Basta solo crederci”.
Luca, felice di aver dimostrato a se stesso di essere più coraggioso di quanto pensasse, decise che da quel giorno avrebbe affrontato ogni paura un passo alla volta. Con Sofia, Glimmer e Tito al suo fianco, si sentiva pronto a conquistare il mondo.
E, naturalmente, a mangiare una bella merenda al termine di ogni avventura.