Storia inventata da Lavinia, 21 mesi
C’era una volta una fatina con un vestito splendente dei colori dell’arcobaleno che viveva nel castello di Sessa. Un giorno, mentre girovagava nelle stanze del castello, sentì una vocina disperata che chiedeva aiuto.
La fatina seguì la voce e arrivò nel grande salone da ballo. Lì vide un riccio che era rimasto incastrato con i suoi aculei nei tendaggi preziosi del salone! Più cercava di liberarsi, più si impigliava.
La fatina si avvicinò con delicatezza e chiese: “Ciao riccio, come ti chiami?”. Lui rispose con voce affannata: “Beppe è il mio nome, fatina. Potresti aiutarmi, per favore? Sono incastrato da ore!”
La fatina rifletté un momento e poi ebbe un’idea brillante. Volò veloce a chiamare le sarte del regno, le più brave e precise di tutto il reame. “Ho bisogno del vostro aiuto per salvare un amico!”, disse loro.
Le sarte arrivarono nel salone del castello con le loro forbici affilate, aghi sottili e fili colorati. La fatina si avvicinò a Beppe e gli disse dolcemente: “Non aver paura, le mie amiche sarte sono bravissime e ti libereranno senza farti male”.
Con pazienza e abilità, le sarte tagliarono delicatamente i tendaggi impigliati negli aculei, uno per uno, fino a liberare completamente il povero riccio.
Beppe, finalmente libero, divenne grande amico della fatina e venne a vivere con lei nel castello. E da quel giorno, ogni volta che qualcuno aveva bisogno di aiuto, Beppe e la fatina erano sempre pronti ad accorrere insieme.